Analizziamo quali sono gli strumenti di tutela riconosciuti e cosa deve fare in concreto il soggetto che decide di servirsene
La normativa privacy, contenuta nel GDPR (Regolamento generale europeo sulla Protezione dei dati), persegue l’obiettivo di garantire la protezione dei dati personali degli Interessati al trattamento.
All’Interessato vengono riconosciuti importanti diritti, quali, per esempio il diritto di accesso o il diritto alla cancellazione, correlati alla possibilità di rivolgere le proprie istanze di tutela al Titolare del trattamento oppure al Garante della Privacy.
I diritti dell’Interessato al trattamento
Quando si parla di “Interessato al trattamento” si fa riferimento alla persona fisica i cui dati vengono trattati da parte di un determinato soggetto.
Il soggetto che tratta i dati dell’Interessato, stabilendo le modalità e le finalità del trattamento, prende il nome di “Titolare del trattamento”.
Si tratta, dunque, di colui che, in autonomia e senza ricevere istruzioni, decide perché e come trattare i dati. Per fare qualche esempio concreto, è il Titolare del trattamento:
- il datore di lavoro in relazione ai dati dei propri dipendenti dallo stesso trattati per la corretta gestione del rapporto di lavoro;
- l’Istituto bancario, in relazione ai dati dei propri clienti trattati per l’erogazione dei servizi oggetto di contratto;
- la struttura ospedaliera, in relazione ai dati personali e particolari (ovvero, i dati sensibili) connessi all’erogazione della prestazione sanitaria.
L’Interessato può esercitare nei confronti del Titolare i seguenti diritti:
- Il diritto di accesso.
L’Interessato può rivolgersi al Titolare per sapere se è in corso un trattamento dei suoi dati personali e, in caso di risposta affermativa, per ottenere informazioni in ordine alle modalità di trattamento.
È possibile chiedere, per esempio, quali sono la finalità del trattamento, quale è la tipologia dei dati trattati (dati personali o particolari) e chi sono i destinatari a cui tali dati sono stati o verranno comunicati.
- Il diritto di rettifica.
L’Interessato può chiedere al Titolare la modifica dei dati personali inesatti che lo riguardano, se ritiene non siano aggiornati o accurati.
- Il diritto di revoca del consenso.
Ove il trattamento avvenga in base al consenso, liberamente prestato dall’Interessato, questi può sempre e in ogni momento revocarlo, con ciò impedendo l’ulteriore trattamento dei propri dati.
- Il diritto alla cancellazione o “diritto all’oblio”.
Ricorrendo le specifiche condizioni previste dalla norma, l’Interessato può esercitare il diritto alla cancellazione dei propri dati.
- Il diritto alla portabilità dei dati.
L’Interessato può chiedere il trasferimento dei propri dati personali da un Titolare del trattamento ad un altro.
- Il diritto di opposizione.
L’interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano.
In particolare, l’Interessato può opporsi al trattamento automatizzato dei propri dati, ovverosia al fatto che una decisione che lo riguardi venga presa senza il coinvolgimento di un essere umano che possa influenzare ed eventualmente cambiare il risultato.
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Indirizzare un’istanza al Titolare del trattamento
I diritti sopraelencati possono essere esercitati dall’Interessato nei confronti del Titolare del trattamento attraverso la presentazione di un’istanza.
L’istanza può essere presentata senza particolari formalità ed inviata al Titolare tramite lettera raccomandata oppure posta elettronica.
Con essa, l’Interessato indica il diritto che intende esercitare e i dati a cui intende riferirlo (dati specifici, oppure particolari categorie, oppure tutti i dati che lo riguardano).
Il Titolare del trattamento ha l’obbligo di fornire le informazioni richieste senza ingiustificato ritardo e, comunque, entro un mese da quando ha ricevuto l’istanza.
Ove ricorrono particolari ragioni, detto termine può essere prorogato dal Titolare, di ulteriori due mesi.
Se il Titolare, nel termine di cui sopra, non dovesse soddisfare le richieste dell’Interessato, quest’ultimo può rivolgersi al Garante.
Presentare un reclamo al Garante privacy
Quando non è possibile ottenere tutela attraverso l’esercizio dei diritti di cui sopra oppure qualora l’Interessato non sia soddisfatto della tutela ricevuta dal Titolare oppure, ancora, non sia pervenuta alcuna risposta nel tempo previsto, può rivolgersi al Garante della privacy.
Per farlo, l’Interessato può presentare un reclamo. Si tratta di atto circostanziato attraverso il quale l’Interessato si rivolge all’Autorità per portare alla sua conoscenza una violazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali.
Nel reclamo è necessario indicare i fatti e le circostanze su cui si fonda la presunta violazione, le disposizioni che si presumono lese, nonché gli estremi identificativi del Titolare, dell’eventuale Responsabile del Trattamento e dell’Istante.
Sul sito istituzionale del Garante è possibile trovare i modelli di reclamo. (link esterno https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4535524 )
Per presentare il reclamo, l’Interessato ha due opzioni:
- può consegnarlo a mano presso gli uffici del Garante;
- spedire una raccomandata A/R indirizzata a Garante per la protezione dei dati personali oppure inviare un messaggio di posta elettronica certificata.
Gli Uffici del Garante si trovano in Piazza Venezia, 11 – 00187 Roma, mentre l’indirizzo pec è protocollo@pec.gpdp.it.
Inviare una segnalazione al Garante
Quando non è possibile presentare un reclamo circostanziato perché non si è in possesso di sufficienti informazioni oppure qualora si intenda spingere il Garante ad effettuare un controllo sull’attività asseritamente illecita di un Titolare del trattamento o sull’eventuale violazione della normativa, è possibile di inviare al Garante una segnalazione.
Con tale strumento, il segnalante può, senza formalità, fornire all’autorità tutti gli elementi in suo possesso da cui possa evincersi l’illegittimità o l’illiceità del trattamento richiedendo un controllo dell’Autorità.
La segnalazione può essere esaminata dall’Autorità, ma non comporta la necessaria adozione di un provvedimento da parte della stessa.
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